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sabato 21 gennaio 2012

Riflessioni sulla festa di Sant'Antonio Abate

“PASSATA LA FESTA, GABBATO IL SANTO”. Il problema è che la festa non era neppure iniziata, quando il santo è stato messo in secondo piano. E non so se mai sia iniziata.
Una novità assoluta, quella dei cavalli. Ma non cavalli qualsiasi. Non sono una critica d’arte, per cui non mi sembra opportuno dare un giudizio alle suddette opere né tantomeno esaminarne canoni e significati; tuttavia, sono una cittadina novolese, e mi interessa molto di più esaminare la festa, con tutto il contorno di eventi annessi e concessi. Il fatto che ci fossero 6 sculture sulla Focara, ha fatto perdere di vista, oltre al vero valore e significato che essa ha per il Santo e per i devoti, anche l’intero programma che ha contornato la festa, a partire dall’8 dicembre con l’Assemblea Comunale (“L’anima della Fòcara”: ponte tra tradizione ed innovazione” ) presso il teatro comunale, che annunciava la decisione (presa da chi e a nome di chi?) di abbellire la Focara con sculture in cartapesta. Qualcuno si è chiesto : ma alla comunità piacerà l’idea?
Abbellire la focara? Ma per noi lo è già, che sia a 2 piani, a 3 piani, storta, dritta, “a pignune”, con la galleria. Non importa. Modernizzare un qualcosa che è storia e tradizione in sé, non ha senso. Ancora peggio è usarla come una vetrina. E’ come se uno stilista decidesse di aggiornare il look al David di Donatello. Bha! A mio modesto parere, ogni cosa ha il proprio posto : le opere d’arte vanno nei musei o nelle pinacoteche, e a Novoli per chi non lo sapesse c’è una “Pinacoteca Comunale di arte contemporanea” presso l’ex asilo Tarantini. Della suddetta, negli anni passati, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, sono stati anche pubblicati degli opuscoli: “Protocollo d’intesa per il sostegno e la valorizzazione dei programmi annuali per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate”. Perché non metterli lì, i cavalli? Almeno il loro valore sarebbe rimasto inalterato, chiunque avrebbe potuto vederli in qualsiasi momento. Ovviamente, nei “momenti” in cui la Pinacoteca del Comune di Novoli è visitabile. Quando?
Non voglio discorrere dell’utilità di tutto ciò che è stato organizzato in nome della Focara, perché non spetta a me dirlo. Quello che posso sottolineare, però, è quello che ho letto sui programmi e poi visto in giro. Cos’è in realtà il Parco del Negroamaro? Sul programma ufficiale si leggeva che, nello Spazio Tenda ci sarebbe stata la “ RASSEGNA CANTINE DEL PARCO DEL NEGROAMARO - VII EDIZIONE - SALONE DEI CONSORZI DI TUTELA DEI VINI DOC DEL SALENTO. Saranno presenti le Istituzioni e i Consorzi di tutela dei vini DOC del Salento “ (cit. Programma Ufficiale). Io ho visto un consorzio e quattro cantine. Devo dedurre che sia quella la rassegna? Passeggiando per le campagne, non ho visto una grande fioritura di vigneti. E lo dico con tanto rammarico. Non voglio tornare ai luoghi comuni, però vedere pannelli solari dove, fino a qualche mese fa c’erano viti, è stato come prendere un pugno nello stomaco. Ma vedere campagne abbandonate, dove lo scorso settembre non c’è stata neppure la vendemmia, è stato molto, molto più di un pugno allo stomaco.
Cosa stiamo facendo per incentivare queste attività? Per salvare il salvabile? Sarò grata a chi sarà in grado di darmi una risposta.
Il Comune di Novoli ha emesso una delibera dove dichiarava di aver destinato un tot di spesa per la realizzazione, in collaborazione con le Poste Italiane, di cartoline con annullo filatelico. Sul programma ufficiale, infatti, si leggeva che nello Spazio Tenda ci sarebbe stato uno spazio riservato alle Poste Italiane. (INFOPOINT CARTOLINE E ANNULLO POSTALE DEL 16 GENNAIO c/o lo SPAZIOTENDA DEL FUOCO) Io non l’ho visto. Qualcuno mi dice dov’era? Anche qui aspetto una risposta.
Un’altra domanda : che fine ha fatto tutta la programmazione (Festival di musica elettronica, video arte, installazioni. Mainstage MUSICA POPOLARE con CARDISANTI, OFFICINE ZOE + altri ) previsti per mercoledì 18 gennaio? Io ho visto solo un po’ di gente riunitasi intorno ad un gruppo di ragazzi che suonavano gli djembè, vicino a ciò che restava della Focara. E qui mi voglio fermare, in attesa di risposte. Le domande da fare sarebbero tante, troppe. Quello che mi preme sottolineare è proprio quello che ho visto la sera del 18. La spontaneità dell’avvicinarsi al fuoco, del parlare con chi ci sta accanto anche senza conoscerlo, del suonare e del ballare per scaldarsi. Questo è il vero senso del fuoco.
Chiediamoci cosa stiamo trasmettendo attraverso la tanta pubblicità, se è davvero la NOSTRA festa, e se la stiamo salvaguardando in tutte le sue sfaccettature. Non è una polemica sterile, ma una mia riflessione. Non mi importa chi la leggerà, può anche non leggerla nessuno, non voglio farmi una vetrina. Vorrei solo che TUTTI imparassimo a riflettere, osservare e capire. Non serve a nulla dire, guardando la Focara “ E’ storta – I cavalli sono brutti – Il diametro è più piccolo – E’ bassa “. Basta! Impariamo a informarci, a leggere ( ad esempio le delibere pubblicate sull’Albo Pretorio del Comune di Novoli ) e poi a parlare. Ancora meglio se dopo si “agisce”. In conclusione, in merito alla festa di quest’anno, mi sento di esprimere un mio personalissimo parere : tutto è bene quel che finisce.

Chiara Riccia De Luca







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