martedì 7 maggio 2013
"La via di Burdigala" su ars - IdeaTRE60
"La via di Burdigala" del Gruppo Archeologico di Terra d'Otranto partecipa al concorso su ars - IdeaTRE60
mercoledì 27 marzo 2013
LA VIA DI BURDIGALA - III TAPPA - 2 APRILE, MARTANO
LA VIA DI BURDIGALA - III TAPPA - 2 APRILE, MARTANO
Torna l'appuntamento itinerante alla scoperta dell'Itinerarium Burdigalense. Nel giorno della "pasquetta salentina" retaggio di antiche usanze greco-bizantine, visitiamo i luoghi che nel racconto del pellegrino di Bordeaux sono indicati come "mutatio ad duodecimum". Attraverso le nostre ricerche, siamo arrivati alla conclusione che l'area possa essere collocata là dove oggi sorge il monastero cistercense di S. Maria della Consolazione, a sua volta ricavato su un preesistente insediamento bizantino. Durante la nostra visita visiteremo in esclusiva, con l'ausilio di P.Vincenzo, gli ambienti del monastero cistercense, della stessa obbedienza di Casamari, con la splendida chiesa settecentesca ricca di tesori barocchi della scuola del Cino, l'annesso convento, chiostro e i laboratori erboristici. E' nella liquoreria che nasce il famoso infuso delle "gocce imperiali" e altri liquori tipici della tradizione benedettina. Dal monastero proseguiremo verso la chiesa di S. Lorenzo ad Apigliano, un sito archeologico unico nel suo genere ed eccezionalmente concesso alla visita del G.A.T.O. Tra tombe medievali e costruzioni a secco, ci immergeremo nei significati delle decine di segni e incisioni che i pellegrini e i cavalieri diretti in Terra Santa lasciavano sui muri perimetrali del sacro tempio. Concluderemo la nostra visita nel centro di Martano, caratterizzato dalle classiche costruzioni di stile orientale "a corte", con strade strette e perpendicolari all'interno del borgo antico denominato "terra". Ancora sulla scia di simboli e incisioni, termineremo il percorso in via Chiesa dove tra "fiori della vita" e "mani del pellegrino" respireremo tutta la potenza simbolica di segni che vogliono raccontarci il passaggio di uomini d'altri tempi.
APPUNTAMENTO RISERVATO AD UN MASSIMO DI 20 PARTECIPANTI
Le caratteristiche del sito archeologico di Apigliano e l'eccezionalità della sua fruizione, nonchè il rispetto dovuto agli ambienti cistercensi generalmente riservati alla sola vita monastica impongono un numero ridotto di partecipanti. La prenotazione deve, pertanto, essere effettuata tassativamente entro le ore 12:30 di lunedì 1 Aprile attraverso il modulo che troverete all'indirizzo http://www.terradotranto.org/in-evidenza/
Inserito nel programma di ricerca internazionale "Itinerarium Burdigalense" l'evento è realizzato con la collaborazione di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,Istituto Europeo per gli Itinerari Culturali, Rete Nazionale dei Cammini, Touring Club Italiano, Custodia di Terra Santa, Capitolo Cistercense, Borgoterra Dimore Storiche.
martedì 10 luglio 2012
Il culto della Madonna a Novoli
Si avvicinano i giorni clou dei festeggiamenti per Maria SS.
del Pane [fig.1], autrice, secondo la tradizione, del miracolo salvifico
nell'anno 1707, quando apparendo ad una fanciulla di nome Giovanna, donò il
pane che liberò l'intera cittadinanza di Novoli dalla "fiera
epidemia" che dilagava.
Prima di compiere il miracolo e di ricevere l'appellativo di 'Madonna del Pane', la Mamma Celeste era già Patrona e Protettrice dei cittadini di Novoli che la veneravano arditamente e con fervore come Madonna di Costantinopoli. Tanto erano devoti, da porla nello stemma cittadino ancora visibile su una delle facciate del capitello sulla colonna dell' "Osanna" [fig.2]
Proprio a Lei fu dedicata la prima chiesa novolese, oggi dell'Immacolata, in origine Mater Dei. Essa conserva "due affreschi bizantini raffiguranti la Vergine, testimoni palpabili delle nostre origini."[1] vale a dire la Madonna Odigitria (dal greco ὸδηγήτρια, 'colei che mostra la direzione') e la Madonna della Cutùra " Il frammento di affresco potrebbe essere rappresentativo proprio della Madre del Risorto - Madonna della Cutùra[2] e, per questo, sarebbe stato dipinto sulla parete esterna che si affacciava sul tratto di comprensorio che dall'icona avrebbe derivato il nome. [...] Nessuna altra donna se non la Madonna della Coddrura può essere raffigurata in atto benedicente del convito che diventa mezzo di salvezza eterna se consumato per celebrare l'ultima cena del Cristo Risorto." [3]
Secondo la storia raccontata dal libriccino per la celebrazione dei festeggiamenti liturgici, Novoli sorse quando gli abitanti di un villaggio dal nome Porziano, si trasferirono nell'attuale paese a causa dell'aria malsana che dilagava nelle campagne. Essi, quindi "raggrupparono e fissarono la loro stanza nelle vicinanze di una cappella, sotto il titolo di Mater Domini[4], che fu la loro parrocchia finchè non crebbero e non si moltiplicarono tanto da essere costretti non solo ad allargare la loro sede, ma ancora ad abbandonare la prima parrocchia, e ad edificarne una nuova sotto il titolo di S. Andrea Apostolo, che tutt'ora esiste[5]. Dopo alquanto tempo la divozione di questi filiani innalzò un tempietto in onore di S. Antonio Abate, il qual santo nel 1705 fu scelto da loro a principale patrono. Correva l'anno 1707 e Novoli era funesta di un orribile morbo [...] Infine quei poveri abitanti, avendo visto che ogni rimedio umano falliva, sempre fidenti nel loro divo Patrono S. Antonio, che li avea protetti e li avea guidati in quest'aspra lotta, a lui si rivolsero, affinché avesse pregato Colui che tutto regge e governa a guardare con occhio benigno anche loro, che facean parte della loro milizia. E Iddio non fu sordo alle sue preghiere. Di fatti un bel giorno ecco che una signora si presenta con un pane in mano ad una villanella a nome Giovanna [fig.3]... " [6] La Madonna, quindi, compì il miracolo donando il pane benedetto e salvifico "Affin di liberarli da contagio mortale"[7] e fu eretta in suo onore una chiesa, sul cui altare "si conserva ancora quella stessa immagine esposta prima sulla pubblica via e venerata con devota frequenza dai Novolesi"[8] già da prima del miracolo. [fig.4]
Nella preghiera del I° Sabato in onore della Madonna del Pane, il libretto liturgico così recita "Ringraziamo la Vergine Ss. per tanta dimostrazione di benevolenza; cooperiamo perchè a Novoli tutti sieno fervorosamente devoti alla Vergine, e perchè nulla accada mai che possa contristare la nostra amabile Protettrice."
Prima di compiere il miracolo e di ricevere l'appellativo di 'Madonna del Pane', la Mamma Celeste era già Patrona e Protettrice dei cittadini di Novoli che la veneravano arditamente e con fervore come Madonna di Costantinopoli. Tanto erano devoti, da porla nello stemma cittadino ancora visibile su una delle facciate del capitello sulla colonna dell' "Osanna" [fig.2]
Proprio a Lei fu dedicata la prima chiesa novolese, oggi dell'Immacolata, in origine Mater Dei. Essa conserva "due affreschi bizantini raffiguranti la Vergine, testimoni palpabili delle nostre origini."[1] vale a dire la Madonna Odigitria (dal greco ὸδηγήτρια, 'colei che mostra la direzione') e la Madonna della Cutùra " Il frammento di affresco potrebbe essere rappresentativo proprio della Madre del Risorto - Madonna della Cutùra[2] e, per questo, sarebbe stato dipinto sulla parete esterna che si affacciava sul tratto di comprensorio che dall'icona avrebbe derivato il nome. [...] Nessuna altra donna se non la Madonna della Coddrura può essere raffigurata in atto benedicente del convito che diventa mezzo di salvezza eterna se consumato per celebrare l'ultima cena del Cristo Risorto." [3]
Secondo la storia raccontata dal libriccino per la celebrazione dei festeggiamenti liturgici, Novoli sorse quando gli abitanti di un villaggio dal nome Porziano, si trasferirono nell'attuale paese a causa dell'aria malsana che dilagava nelle campagne. Essi, quindi "raggrupparono e fissarono la loro stanza nelle vicinanze di una cappella, sotto il titolo di Mater Domini[4], che fu la loro parrocchia finchè non crebbero e non si moltiplicarono tanto da essere costretti non solo ad allargare la loro sede, ma ancora ad abbandonare la prima parrocchia, e ad edificarne una nuova sotto il titolo di S. Andrea Apostolo, che tutt'ora esiste[5]. Dopo alquanto tempo la divozione di questi filiani innalzò un tempietto in onore di S. Antonio Abate, il qual santo nel 1705 fu scelto da loro a principale patrono. Correva l'anno 1707 e Novoli era funesta di un orribile morbo [...] Infine quei poveri abitanti, avendo visto che ogni rimedio umano falliva, sempre fidenti nel loro divo Patrono S. Antonio, che li avea protetti e li avea guidati in quest'aspra lotta, a lui si rivolsero, affinché avesse pregato Colui che tutto regge e governa a guardare con occhio benigno anche loro, che facean parte della loro milizia. E Iddio non fu sordo alle sue preghiere. Di fatti un bel giorno ecco che una signora si presenta con un pane in mano ad una villanella a nome Giovanna [fig.3]... " [6] La Madonna, quindi, compì il miracolo donando il pane benedetto e salvifico "Affin di liberarli da contagio mortale"[7] e fu eretta in suo onore una chiesa, sul cui altare "si conserva ancora quella stessa immagine esposta prima sulla pubblica via e venerata con devota frequenza dai Novolesi"[8] già da prima del miracolo. [fig.4]
Nella preghiera del I° Sabato in onore della Madonna del Pane, il libretto liturgico così recita "Ringraziamo la Vergine Ss. per tanta dimostrazione di benevolenza; cooperiamo perchè a Novoli tutti sieno fervorosamente devoti alla Vergine, e perchè nulla accada mai che possa contristare la nostra amabile Protettrice."

2 - Capitello della colonna dell'Osanna di Novoli, oggi sita in Via Sant'Antonio. Vecchio stemma civico.
NOTE
[1] C'era
una volta a Novoli - Religiosità popolare VOL1, p.85 (A. Politi)
[2] Cutùra
da collura, il cestino di pane tipico del periodo pasquale, altrimenti
detto panaru. Dal greco colloura,
il pane e le focacce offerte in cambio di benevolenze agli dei pagani).
[3] C'era
una volta a Novoli - Religiosità popolare VOL1, pp.87-88 (A. Politi)
[4] L'attuale
chiesa dell'Immacolata, sita in via Mazzotti
[5] La
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, quindi, sorge come ampliamento della chiesetta
Mater Dei, in seguito alla crescita demografica del paese.
[6] I Nove
Sabati in Onore della Madonna del Pane, ediz. 1930
[7]
Preghiera in onore di Maria SS. del Pane
[8] Vedi nota
6
BIBLIOGRAFIA
Politi Antonio, 2000, "C'era una volta a Novoli - Religiosità Popolare" Vol. I, Il Parametro Editore
1930, "I Nove Sabati in onore della Madonna del Pane", Stabilimento tipografico F. Scorrano & C.
FOTOGRAFIE
De Luca Chiara
di Chiara De Luca
BIBLIOGRAFIA
Politi Antonio, 2000, "C'era una volta a Novoli - Religiosità Popolare" Vol. I, Il Parametro Editore
1930, "I Nove Sabati in onore della Madonna del Pane", Stabilimento tipografico F. Scorrano & C.
FOTOGRAFIE
De Luca Chiara
di Chiara De Luca
martedì 19 giugno 2012
La festa dei Lampioni a Calimera
Conoscere la Grecia Salentina in un contesto tradizionale che più la caratterizza. Durante il solstizio d'estate, infatti, la città di Calimera in provincia di Lecce (in greco la pronuncia vuol significare "buon giorno") si veste a festa appendendo per le vie del centro storico una serie infinita di lanterne in carta, riproducenti stelle, soli, oggetti astratti, ma anche navi, monumenti e campanili. Un paesaggio fiabesco che si anima tra i vicoli dei "ghetonia" di quei quartieri, cioè, che quasi in maniera autonoma conducono la vita quotidiana. In questa occasione, assieme al Gruppo Archeologico di Terra d'Otranto, sarà possibile visitare il centro antico di Calimera, che custodice una stele attica del IV sec. a.C, chiese e giardini barocchi e soprattutto un sistema urbano di vicoli e case a coorte che richiama l'influenza ellenica della zona. Tra il parlato e i canti degli anziani in lingua grica e gli aromi dello scèblasti, conosceremo la natura di un'isola culturale che profuma già di Oriente e Grecia.Ritrovo a Calimera alle ore 21:00 del 22 giugno 2012.
PRENOTAZIONI E INFO: http://
mercoledì 25 aprile 2012
Pozzo Nuovo ritorna con la giornata ecologica
Martedì 1° Maggio sarà una giornata dedicata alla valorizzazione del territorio ed alla tutela dell'ambiente.
Ci rimboccheremo le maniche e raccoglieremo i rifiuti incivilmente abbandonati lungo i nostri prati verdi, nel quartiere Pozzonuovo di Novoli (Le).
Un impegno concreto per sensibilizzare tutti al rispetto del magnifico pianeta su cui viviamo, oltrechè al rispetto reciproco.
L'appuntamento è aperto a chiunque voglia trascorrere una allegra giornata all'aperto, condannando l'insana abitudine di utilizzare la Natura come una discarica.
E' importante esserci per testimoniare il proprio sostegno ad una cultura dell'ecologia e del rispetto reciproco.
Appuntamento alle ore 9:30, incrocio tra via Vecchia Napoli e Murtarieddhu, Novoli, quartiere Pozzonuovo.
A cura del Comitato di Quartiere "Pozzonuovo".
martedì 27 marzo 2012
Un Filo-Blues: Osservando musica e salento (di Gianpaolo Chiriacò) da: http://unfiloblues-20centesimi.blogspot.it/
Un Filo-Blues: Osservando musica e salento: (manifesto filo-bluesista) Sorvolando sul concetto di panorama sonoro, il panorama mediatico di cui facciamo parte è affollato da regioni che suonano, non luoghi che (non) suonano, musicisti provenienti da regioni che finiscono nei titoli dei loro dischi, festival che si connotano per i luoghi in cui si celebrano o per i luoghi che celebrano, e tante altre amenità associative di note e (de)limitazioni geografiche su cui non ci dilunghiamo.
Nonostante siamo convinti che, qui come altrove, associare un territorio a dei suoni rifletta – a seconda dei casi – una precisa volontà di egemonia politico-culturale, il retaggio di un passato sonoro di cui si sa ben poco, un bisogno di esotismo musicale, la scarsità di argomenti in mano a pigri comunicatori, e solo di rado un’operazione culturale con qualche significato, abbiamo scelto di connotare geograficamente il lavoro di questo blog.E non perché siamo convinti che la terra salentina si sappia esprimere musicalmente meglio e più delle altre, ma solo perché anche un disco di Anna Calvi, ascoltato tra pareti di pietra leccese, suona diversamente che in un club di Soho, e ha effetti diversi sulle persone che lo stanno a sentire. Oltre che della musica in quanto tale, è di questi effetti che vorremmo parlare. Del contributo dato dalla musica alla crescita culturale di una terra e alla vita dei suoi abitanti.Troppo spesso ciò che si legge di musicale si presenta come calco o riciclato di comunicati stampa pieni zeppi di luoghi comuni (non solo quelli, e non solo comuni). Per uno strano scherzo del destino, più la musica diventa popolare o pop, più se ne parla in termini scialbi, miopi, scipiti e miagolanti, e di questo i giornalisti sono di gran lunga i responsabili.Eppure è lì che si perdono le occasioni migliori. Osservazioni sulla musica, anche e soprattutto quando si tratta di popular music, possono arrecare benefici alla salute psico-fisica individuale e collettiva. La musica “dice” molto, e riflettere sulla musica può svelare aspetti inaspettati. Questa è la convinzione che anima l’attività dell’Osservatorio Musicale.In questo spazio virtuale non si troveranno info su concerti e uscite di là da venire, ché di questo non si sente certo il bisogno. Quello che si troverà sono periodici aggiornamenti critici sulla realtà musicale locale e su come il locale si interfaccia con la realtà musicale del resto del mondo. A questi si aggiungeranno interviste, approfondimenti e discussioni. Un Filo-Blues, collegato a un genere assurto a simbolo dell’ultimo secolo e riferimento ad avvenimenti socio-locali. Un filo-Blues, allaccio fra musiche d’oltre puglia e fruizione locale. Un Filo-blues, dalle sonorità salentine al mondo esterno
Gianpaolo Chiriacò
[ http://unfiloblues-20centesimi.blogspot.it/ ]
Nonostante siamo convinti che, qui come altrove, associare un territorio a dei suoni rifletta – a seconda dei casi – una precisa volontà di egemonia politico-culturale, il retaggio di un passato sonoro di cui si sa ben poco, un bisogno di esotismo musicale, la scarsità di argomenti in mano a pigri comunicatori, e solo di rado un’operazione culturale con qualche significato, abbiamo scelto di connotare geograficamente il lavoro di questo blog.E non perché siamo convinti che la terra salentina si sappia esprimere musicalmente meglio e più delle altre, ma solo perché anche un disco di Anna Calvi, ascoltato tra pareti di pietra leccese, suona diversamente che in un club di Soho, e ha effetti diversi sulle persone che lo stanno a sentire. Oltre che della musica in quanto tale, è di questi effetti che vorremmo parlare. Del contributo dato dalla musica alla crescita culturale di una terra e alla vita dei suoi abitanti.Troppo spesso ciò che si legge di musicale si presenta come calco o riciclato di comunicati stampa pieni zeppi di luoghi comuni (non solo quelli, e non solo comuni). Per uno strano scherzo del destino, più la musica diventa popolare o pop, più se ne parla in termini scialbi, miopi, scipiti e miagolanti, e di questo i giornalisti sono di gran lunga i responsabili.Eppure è lì che si perdono le occasioni migliori. Osservazioni sulla musica, anche e soprattutto quando si tratta di popular music, possono arrecare benefici alla salute psico-fisica individuale e collettiva. La musica “dice” molto, e riflettere sulla musica può svelare aspetti inaspettati. Questa è la convinzione che anima l’attività dell’Osservatorio Musicale.In questo spazio virtuale non si troveranno info su concerti e uscite di là da venire, ché di questo non si sente certo il bisogno. Quello che si troverà sono periodici aggiornamenti critici sulla realtà musicale locale e su come il locale si interfaccia con la realtà musicale del resto del mondo. A questi si aggiungeranno interviste, approfondimenti e discussioni. Un Filo-Blues, collegato a un genere assurto a simbolo dell’ultimo secolo e riferimento ad avvenimenti socio-locali. Un filo-Blues, allaccio fra musiche d’oltre puglia e fruizione locale. Un Filo-blues, dalle sonorità salentine al mondo esterno
Gianpaolo Chiriacò
[ http://unfiloblues-20centesimi.blogspot.it/ ]
venerdì 23 marzo 2012
Novoli, il consigliere Spada rifiuta il Pass Istituzionale
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